L’intervento di riqualificazione del complesso di Santa Restituta è stato finanziato, per un importo complessivo di 11,2 milioni, dal Commissario Straordinario per gli interventi di riparazione, di ricostruzione, di assistenza alla popolazione e di ripresa economica nei territori dell’isola d’Ischia post sisma e post frana, Giovanni Legnini, e vede coinvolta l’Agenzia del Demanio come Soggetto Attuatore della fase di progettazione.
L’operazione ha già previsto diverse fasi operative: il trasferimento dei reperti mobili nel complesso museale di Villa Arbusto a cura della Diocesi di Ischia, la messa in sicurezza provvisoria dell’area archeologica e l’esecuzione di indagini preliminari sui materiali.
Prenderà presto avvio la fase di audit sismico al fine di conoscere il comportamento strutturale degli edifici. Infine, seguirà la fase di progettazione che dovrà coniugare le strategie di adeguamento e miglioramento sismico della casa comunale con la rifunzionalizzazione dell’area archeologica da destinare a museo e la rigenerazione urbana della piazza adiacente, valorizzandone le connessioni e l’accessibilità.
L’intervento è gestito da un tavolo tecnico permanente presieduto dal Commissario Straordinario per la Ricostruzione, al quale partecipano la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli, che è responsabile per gli indirizzi e il coordinamento delle attività nell’area archeologica, l’Agenzia del Demanio, il Comune di Lacco Ameno e la Diocesi di Ischia.
Grazie ad una convenzione con l’Agenzia del Demanio, l’Università degli Studi di Milano fornisce supporto e consulenza scientifica in campo archeologico.
Sotto la Chiesa di Santa Restituta, intitolata alla martire cartaginese patrona dell’isola, è conservata un’area archeologica di primaria importanza. Frequentato dall’epoca della colonizzazione greca fino al periodo tardoantico e altomedievale, il sito ha giocato un ruolo chiave nella storia di Ischia e del Golfo di Napoli, oltre che nella vita sociale e religiosa dell’isola. La sua scoperta è avvenuta nella metà del secolo scorso da parte di don Pietro Monti, allora rettore della Basilica e archeologo, che lo ha studiato ed ha allestito il primo museo.
Per visitare l’area archeologica, che attualmente non è accessibile a causa dei lavori per il miglioramento sismico del complesso, potete fare un tour virtuale, soffermandovi sui punti di maggior interesse, oppure esplorare il sito grazie a un video che racconta l’intervento di spostamento dei reperti archeologici per consentire le indagini e i lavori di riqualificazione.
Vivi un viaggio affascinante in uno dei luoghi più iconici dell’isola d’Ischia. Grazie al nostro virtual tour potrai esplorare in modo immersivo e interattivo il sito archeologico, scoprendo storia, dettagli e curiosità in attesa di tornare a visitarlo dal vivo.
Camminerai tra i resti di un antico quartiere artigianale, dove ben sette fornaci producevano ceramiche per la vita quotidiana nelle diverse epoche. Scoprirai le anfore usate per contenere il celebre vino di Ischia, un tempo trasportato via mare attraverso tutto il Mediterraneo.
Potrai ammirare le tombe romane e tardoantiche e i resti della suggestiva basilica paleocristiana, preziosa testimonianza dell’arrivo del cristianesimo sull’isola.
Un’esperienza unica che ti connette alla storia millenaria di Ischia, ovunque tu sia.
Testi: Gloria Olcese con la collaborazione di Andrea Razza
Un viaggio nel sito archeologico tra ricostruzioni visive e narrazione.
Università degli Studi di Milano / Immensa Aequora
Ideazione e responsabilità scientifica: Gloria Olcese / Collaborazione alla progettazione: Andrea Razza / Rilievo 3D: Federico Capriuoli, Luca Coscarelli / Post Produzione 3D: Anthony Fedeli, Luca Coscarelli, Federico Capriuoli
